La realtà

La realtà non va discussa, della realtà bisogna prendere atto. 

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27.05.2021

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Marcello Sanzi

Di recente una mia amica appassionata di crime stories mi ha consigliato di vedere The Assassination of Gianni Versace su Netflix. Ho divorato la serie in pochi giorni. Ho riflettuto su molte cose. E il celebre outing pubblico dello stilista non molto prima di essere ucciso è tra queste.

In questi giorni è accesissimo in Italia il dibattito sulla legge contro l’omotransfobia. Il famigerato DDL Zan.

Il fatto che una legge il cui scopo è tutelare una minoranza che vive la minaccia quotidiana e palese contro il proprio benessere psicofisico sia da “discutere” è prova, a mio parere, del fatto che l’omosessualità in questo paese è ancora merce di scambio per i voti, e se alcuni partiti non si sbilanciano a prendere posizioni (direi ovvie), credo sia semplicemente per paura di perdere consensi.

Sembra davvero che approvare questa legge significhi in fondo ammettere che i reati di omotransfobia esistano e quindi, ammettere che esistano in questo paese le persone omosessuali e transessuali.

Riconoscerci dei diritti, non significa innanzitutto riconoscerci?

La verità sociale dell’esistenza degli omosessuali è davvero così dura da accettare?
Sono tornato in Italia da ormai quattro anni e sento dunque di poter dire che è ridicolo quanto questo paese sia poco cartesiano.

E’ vero, per carità, la speranza è l’ultima a morire; e Dio vede e probabilmente, a volte, provvede. Credo nei miracoli da bravo italiano.
Ma credo anche profondamente alla realtà. 
E la realtà non va discussa. Della realtà bisogna imparare a prendere atto.

Sembra invece che gli italiani, e in particolare i politici italiani, quando messi di fronte a realtà faticose o scomode, preferiscano fare finta di niente, nella speranza che Dio veda, e che le cose si sistemino da sole, o peggio che rimangano come sono.

E così la realtà ignorata, lasciata lì, abbandonata, marcisce. Si infetta, si complica. Uccide.

Ma la realtà non cambia: in Italia ci sono le lesbiche, i gay, i bisessuali, ci sono i transessuali; e i loro diritti non sono rispettati anzi sono vittime di discriminazione e violenza.

Questo paese sarà davvero un paese sano e al passo coi tempi se continua ad ignorare questa realtà? 

Cosa c’è di così difficile da capire? Mi chiedo se questo non dipenda dal fatto che pochi tra noi, o comunque troppo pochi, parlino apertamente della loro sessualità e della loro identità di genere.

Dovremmo tutti prendere esempio da Gianni Versace e fare outing? Forse.
Anche se non credo che l’incipit del big speech dovrebbe essere “sono gay”, ma piuttosto “sono stanco”.

Stanco di vivere la sessualità come un problema, stanco di dover ancora spiegare che esistono generi diversi da Maschio e Femmina. Stanco di dovermi chiedere che cosa è o non è una famiglia.

Siamo tutti stanchi, ma molti tra noi non lo ammettono. Quanto peserà la discriminazione? Venti, trenta chili?

Pensiamo di poter ancora continuare a camminare con questo zaino sulle spalle?
Si cammina bene in Italia, del resto; vengono da tutto il mondo a camminarci.
La vista è gradevole, la pizza è buona.

Possiamo tirare avanti ancora un po’, siamo in fondo forti noi italiani. Bravi a sopportare il lavoro senza diritti, i maltrattamenti per gli aborti, l’impossibilità di una morte dignitosa quando inevitabile, le disuguaglianze tra uomo e donna, le disuguaglianze tra Nord e Sud, le discriminazioni in base alle proprie origini. Siamo dei veri campioni di resistenza.
Ma la realtà è che siamo stanchi.
E la realtà non si discute.
Della realtà dovremmo prendere atto.